Ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2026
Emissione di moneta elettronica non autorizzata: la Corte d’Appello di Messina chiarisce i confini della fattispecie penale
Diritto penale dell’economia: distinzione tra strumenti idonei a generare valore economico e atti meramente simulativi
La Corte d’Appello di Messina (presidente Mangano, a latere Giacobello e De Rose) ha riformato integralmente la sentenza emessa il 9 aprile 2024 dal giudice monocratico del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, assolvendo l’imputato perché il fatto non sussiste.
I fatti
Secondo l’accusa, l’imputato – il 22 gennaio 2020, a Barcellona Pozzo di Gotto – avrebbe creato moneta elettronica per sé stesso, senza la necessaria iscrizione all’albo della Banca d’Italia, al fine di acquistare un’autovettura tramite un bonifico effettuato con PostePay.
Il Tribunale di Barcellona aveva inizialmente condannato l’uomo a sei mesi di reclusione, ritenendolo responsabile di emissione di moneta elettronica non autorizzata, pur assolvendo l’imputato dal reato di attività abusiva di prestazione di servizi di pagamento per insussistenza del fatto.
La fase di appello
Nel ricorso, la difesa ha evidenziato come l’imputato non avesse mai emesso moneta avente corso legale, nemmeno nella forma di moneta elettronica, ma avesse invece redatto un documento di natura puramente “scritturale”, privo di valore economico.
L’imputato aveva compilato un modulo scaricato da internet, inserendo dati inventati e simulando un pagamento simbolico di 0,01 euro per l’acquisto dell’auto. Si trattava, secondo la prospettazione difensiva, di un tentativo privo di rilevanza penale, in quanto incapace di produrre alcun effetto giuridico o economico, né di costituire moneta elettronica nell’accezione tecnica e normativa del termine.
La decisione
La Corte d’Appello ha condiviso la ricostruzione difensiva, ritenendo che la condotta posta in essere non integrasse il reato di emissione di moneta elettronica non autorizzata, in quanto consistita nella mera redazione di un documento privo di valore giuridico ed economico. Da qui la riforma totale della sentenza di primo grado e la pronuncia di assoluzione con la formula piena: “perché il fatto non sussiste”.
Rilievo giuridico della sentenza
La pronuncia rappresenta un importante precedente interpretativo in materia di reati legati all’emissione di moneta elettronica, distinguendo tra strumenti effettivamente idonei a generare valore economico e atti meramente simulativi o privi di contenuto patrimoniale.
“La condotta dell’imputato non rientra nel reato di emissione di moneta elettronica non autorizzata, poiché ha solo redatto un documento privo di valore giuridico.”
Corte d’Appello di Messina – Sentenza di assoluzione
La decisione conferma il principio di tassatività e di offensività in materia penale, secondo cui possono assumere rilevanza solo le condotte concretamente idonee a ledere il bene giuridico protetto dalla norma incriminatrice, escludendo dall’area del penalmente rilevante atti privi di efficacia economica e giuridica.
Nota a sentenza a cura della redazione dello Studio Legale Mondello, sulla base di fonti pubbliche.


