Emissione di Moneta Elettronica Non Autorizzata: Assoluzione in Appello Grazie alla Difesa dello Studio Legale Mondello
La Corte d’Appello di Messina accoglie la tesi difensiva: “Il fatto non sussiste”
La Corte d’Appello di Messina (presidente Mangano, a latere Giacobello e De Rose) ha riformato integralmente la sentenza emessa il 9 aprile 2024 dal giudice monocratico del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, assolvendo un uomo residente nell’area tirrenica, difeso dall’avvocato Michele Mondello, perché il fatto non sussiste.
La vicenda
Secondo l’accusa, l’imputato – il 22 gennaio 2020, a Barcellona Pozzo di Gotto – avrebbe creato moneta elettronica per sé stesso, senza la necessaria iscrizione all’albo della Banca d’Italia, al fine di acquistare un’autovettura tramite un bonifico effettuato con PostePay.
Il Tribunale di Barcellona aveva inizialmente condannato l’uomo a sei mesi di reclusione, ritenendolo responsabile di emissione di moneta elettronica non autorizzata, pur assolvendo l’imputato dal reato di attività abusiva di prestazione di servizi di pagamento per insussistenza del fatto.
La difesa in appello
Nel ricorso, l’avvocato Michele Mondello ha evidenziato come il proprio assistito non avesse mai emesso moneta avente corso legale, nemmeno nella forma di moneta elettronica, ma avesse invece redatto un documento di natura puramente “scritturale”, privo di valore economico.
L’imputato aveva compilato un modulo scaricato da internet, inserendo dati inventati e simulando un pagamento simbolico di 0,01 euro per l’acquisto dell’auto. Come sottolineato dal difensore, si trattava di un tentativo privo di rilevanza penale, non idoneo a ledere l’ordine pubblico economico.
La decisione della Corte d’Appello
I giudici di secondo grado hanno accolto pienamente la tesi difensiva, chiarendo che la condotta contestata non rientra nel reato di emissione di moneta elettronica non autorizzata, poiché nel caso concreto non esisteva alcuna moneta elettronica, né alcuno strumento digitale utilizzabile per effettuare pagamenti.
Il documento redatto, privo di efficacia giuridica e mai accettato dal venditore, non integra alcuna condotta penalmente rilevante. Da qui la riforma totale della sentenza di primo grado e la pronuncia di assoluzione con la formula piena: “perché il fatto non sussiste”.
Un precedente di rilievo
La decisione rappresenta un importante precedente interpretativo in materia di reati legati all’emissione di moneta elettronica, distinguendo tra strumenti effettivamente idonei a generare valore economico e atti meramente simulativi o privi di contenuto patrimoniale.
“La condotta dell’imputato non rientra nel reato di emissione di moneta elettronica non autorizzata, poiché ha solo redatto un documento privo di valore giuridico.”
Corte d’Appello di Messina – Sentenza di assoluzione
Studio Legale Mondello
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Articolo ispirato a fatti di cronaca riportati da fonti di stampa locali.
Rielaborazione a cura dello Studio Legale Mondello.
Fonte: AMnotizie.it – “Emissione di moneta elettronica non autorizzata: condannato in primo grado e assolto in appello”
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