Sovraindebitamento: come liberarsi dai debiti con la Legge Salva Suicidi (guida 2026)

Procedura di sovraindebitamento - persona sommersa dai debiti esamina documenti finanziari

Ultimo aggiornamento: 28 Aprile 2026

Hai debiti che non riesci più a pagare? Forse non lo sai, ma esiste una legge pensata proprio per chi si trova in questa situazione. Si chiama procedura di sovraindebitamento ed è disciplinata dal Codice della Crisi d’Impresa (D.Lgs. 14/2019, che ha assorbito la vecchia Legge 3/2012, nota come “Legge Salva Suicidi”). Questa guida ti spiega come funziona, chi può accedervi, e come può aiutarti a ricominciare.

In sintesi

La procedura di sovraindebitamento (Legge 3/2012, ora Codice della Crisi D.Lgs. 14/2019) permette a privati, famiglie e piccole imprese non fallibili di ristrutturare o cancellare i debiti quando non sono più in grado di pagarli. Esistono tre strumenti: il piano del consumatore (per privati), l’accordo di composizione della crisi e la liquidazione controllata. Il giudice può esdebitare il debitore meritevole, liberandolo definitivamente dai debiti residui. Lo Studio Legale Mondello assiste privati e piccole imprese in tutta Italia nelle procedure di sovraindebitamento.

Indice della guida

  • Cos’è il sovraindebitamento
  • Chi può accedere alla procedura
  • I tre strumenti a disposizione
  • Il piano del consumatore: come funziona
  • L’accordo di composizione della crisi
  • La liquidazione controllata
  • L’esdebitazione: la cancellazione dei debiti
  • Quanto costa e quanto dura
  • Errori da evitare
  • Domande frequenti

Cos’è il sovraindebitamento

Il sovraindebitamento è la situazione in cui una persona o una piccola impresa ha contratto debiti che, in modo permanente, non riesce più a pagare con il proprio reddito e il proprio patrimonio. Non si tratta di un momento di difficoltà temporanea, ma di una condizione strutturale: le rate superano stabilmente le entrate.

La legge italiana, riconoscendo che questa situazione può colpire chiunque (una malattia, la perdita del lavoro, un’attività che fallisce), ha introdotto degli strumenti che permettono di pagare il possibile e ottenere la cancellazione del resto, dando al debitore la possibilità di ripartire da zero.

Chi può accedere alla procedura

Le procedure di sovraindebitamento sono riservate ai soggetti non fallibili, cioè:

  • Consumatori: privati cittadini che hanno contratto debiti per esigenze personali o familiari (mutuo casa, prestiti, carte revolving, debiti sanitari, fiscali)
  • Professionisti e lavoratori autonomi: avvocati, medici, commercianti sotto soglia, artigiani
  • Piccoli imprenditori: imprese individuali e società sotto le soglie di fallibilità
  • Imprenditori agricoli e start-up innovative
  • Enti non commerciali: associazioni, fondazioni

Chi è soggetto al fallimento (oggi “liquidazione giudiziale”) non può utilizzare questi strumenti, ma segue la procedura ordinaria prevista dal Codice della Crisi.

I tre strumenti a disposizione

Il Codice della Crisi prevede tre procedure diverse, pensate per situazioni diverse:

  1. Piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore (ex piano del consumatore): per chi ha debiti solo personali/familiari, senza bisogno del consenso dei creditori
  2. Concordato minore (ex accordo di composizione della crisi): per professionisti e piccoli imprenditori, richiede il voto dei creditori
  3. Liquidazione controllata (ex liquidazione del patrimonio): per chi non ha reddito sufficiente per un piano, mette a disposizione i beni ma ottiene l’esdebitazione

Il piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore

È lo strumento più potente per il privato cittadino. Funziona così:

  1. Con l’aiuto di un avvocato, si presenta al tribunale un piano di pagamento sostenibile (ad esempio: pagare il 30% del debito in 5 anni)
  2. Un OCC (Organismo di Composizione della Crisi) verifica la situazione patrimoniale e reddituale e prepara una relazione
  3. Il giudice valuta il piano: se è fattibile e se il debitore è meritevole (non ha creato il sovraindebitamento con dolo o colpa grave), lo omologa
  4. I creditori non votano: è il giudice a decidere
  5. Al termine del piano, i debiti residui vengono cancellati

Il piano blocca anche le procedure di pignoramento in corso, comprese quelle sul conto corrente e sullo stipendio.

L’accordo di composizione della crisi (concordato minore)

Per professionisti e piccoli imprenditori, il concordato minore funziona in modo simile al piano del consumatore, ma richiede il voto favorevole dei creditori che rappresentino almeno il 60% dei crediti. Il debitore propone un piano di pagamento parziale, e se la maggioranza dei creditori accetta, il giudice lo rende obbligatorio per tutti.

La liquidazione controllata

Quando il debitore non ha reddito sufficiente nemmeno per un piano minimo, può chiedere la liquidazione controllata. In pratica mette a disposizione dei creditori tutto il patrimonio (tranne i beni impignorabili e lo stretto necessario per vivere), e in cambio ottiene l’esdebitazione: la cancellazione definitiva di tutti i debiti residui.

È la soluzione estrema, ma garantisce un nuovo inizio pulito, senza più debiti, senza più telefonate dei recupero crediti, senza più pignoramenti.

L’esdebitazione: la cancellazione definitiva dei debiti

L’esdebitazione è il cuore della legge: è il provvedimento con cui il giudice dichiara che il debitore è libero da tutti i debiti che non ha potuto pagare. Si applica al termine del piano o della liquidazione.

Per ottenerla bisogna essere meritevoli: non aver causato il sovraindebitamento con frode, non aver nascosto beni, aver collaborato lealmente con il tribunale. La “esdebitazione dell’incapiente” (art. 283 CCII) permette l’esdebitazione anche a chi non ha alcun patrimonio né reddito, purché sia meritevole.

Quanto costa e quanto dura

I costi comprendono l’onorario dell’avvocato, i diritti dell’OCC e il contributo unificato. Molti tribunali ammettono il gratuito patrocinio per le procedure di sovraindebitamento, rendendo la procedura accessibile anche a chi ha redditi molto bassi.

La durata varia: dalla presentazione della domanda all’omologa passano di solito 3-6 mesi. Il piano di pagamento dura poi da 3 a 7 anni, a seconda della proposta. La liquidazione controllata dura di norma 3 anni.

Errori da evitare

  • Aspettare troppo: più la situazione peggiora, meno margine c’è per proporre un piano accettabile
  • Nascondere beni o redditi: è il modo più sicuro per perdere la meritevolezza e vedersi rigettare la domanda
  • Contrarre nuovi debiti sapendo di non poterli pagare: il giudice lo considera segno di non meritevolezza
  • Non consultare un avvocato specializzato: la procedura è tecnica e un errore nella domanda può ritardarla di mesi
  • Pagare solo alcuni creditori prima della procedura: può essere considerato un atto in frode ai creditori

Domande frequenti

Posso accedere al sovraindebitamento se ho debiti con l’Agenzia delle Entrate?

Sì. I debiti fiscali e tributari (cartelle esattoriali, IVA, IRPEF, contributi INPS) rientrano pienamente nella procedura. Il piano del consumatore o la liquidazione controllata possono includere e ridurre anche i debiti verso il Fisco, con omologa del giudice che vincola anche l’Agenzia delle Entrate.

Ho già un pignoramento in corso: posso comunque fare domanda?

Sì, anzi è una delle situazioni più frequenti. La presentazione della domanda di sovraindebitamento può bloccare le esecuzioni forzate in corso, compresi i pignoramenti del conto corrente, dello stipendio e degli immobili. Il giudice può disporre la sospensione delle procedure esecutive già alla fase iniziale.

Perdo la casa se faccio la procedura di sovraindebitamento?

Non necessariamente. Nel piano del consumatore puoi proporre di mantenere la prima casa, prevedendo il pagamento integrale del mutuo residuo. Nella liquidazione controllata la prima casa può essere esclusa se il suo valore non è significativo rispetto al debito complessivo. La soluzione dipende dal caso concreto.

La procedura cancella anche i debiti del coniuge o dei familiari?

La procedura è personale: riguarda solo il debitore che la chiede. Tuttavia, il Codice della Crisi prevede la possibilità di procedure familiari congiunte quando i debiti dei membri della famiglia sono interconnessi (ad esempio, coniugi co-obbligati sullo stesso mutuo). In questo caso si può presentare un unico piano coordinato.

Quanto pago rispetto al debito totale?

Dipende dalle tue possibilità reali. Non esiste una percentuale fissa: ci sono piani approvati con pagamento del 10-20% del debito totale, altri con il 40-50%. Il principio è che il debitore paga tutto ciò che può permettersi, e il resto viene cancellato. Lo Studio Legale Mondello prepara una simulazione personalizzata gratuita per valutare la fattibilità del piano.